Il nuovo attacco del rais
"Un'eventuale ingerenza straniera in Libia provocherebbe uno spargimento di sangue", è quanto ha affermato Muammar Gheddafi parlando ai suoi sostenitori a Tripoli. Intanto l'aeroporto di Brega, in Cirenaica, è stato riconquistato dai miliziani ribelli che sono riusciti a cacciare dalla città le truppe fedeli al rais.
21 AGO 20

Riguardo al possibile intervento di forze della Nato in Libia, Gheddafi ha proseguito: "Un'eventuale ingerenza straniera in Libia provocherebbe uno spargimento di sangue".
Il rais è tornato ha commentare le sanzioni approvate dal consiglio di Sicurezza: "Non può basare le sue risoluzioni sulle notizie di agenzie di stampa che sono fuori dalla Libia. La risoluzione sulla Libia non ha valore. Il congelamento dei fondi all'estero non è altro che un furto dei soldi dei libiciCi ha stupito vedere paesi amici votare la risoluzione dell'Onu contro la Libia". Poi ha rilanciato: "Chiediamo alla comunità internazionale di inviare una delegazione per appurare la verità sulla rivolta".
Dopo la violenta battaglia tra le milizie del regime libico e i manifestanti, l'aeroporto di Brega, in Cirenaica, è stato riconquistato dai miliziani ribelli che sono riusciti a cacciare dalla città le truppe fedeli a Muammar Gheddafi. Lo ha annunciato l'ex ministro dell'Interno libico, Abdel Fattah Yunis, alla tv satellitare al-Arabiya.
Intanto, cresce la preoccupazione per l'emergenza umanitaria che si profila in particolare al confine con la Tunisia. "Attualmente sono accampati in Tunisia circa 60 mila migranti fuggiti dalla Libia e altrettanti si trovano ancora in Libia, presso il confine". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Si tratta, ha spiegato, "di una situazione grave, che rischia di diventare drammatica".